Bloccati gli assegni alle famiglie bisognose

L'Inps chiarisce i valori validi per il 2017 alla luce del nuovo Isee

Leonardo Comegna

Nessun aumento per gli assegni erogati dai Comuni a favore delle famiglie in condizioni economiche disagiate. La conferma dei valori già in essere per il 2016, dovuta all’indice Istat pari a zero, è indicata in una circolare Inps (n.55/2017), dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale del comunicato della Presidenza del consiglio dei ministri – dipartimento per le politiche della famiglia.  Anche nel 2017 dunque l'assegno mensile di maternità vale 338,89 euro, quello per il nucleo familiare, sempre su base mensile e in misura intera, 141,31 euro. I limiti Isee per il diritto alle prestazioni restano fissati rispettivamente a 16.954,95 euro (assegno maternità) e 8.555,99 euro (assegno nucleo familiare).

Assegno nucleo familiare - L'assegno familiare spetta ai nuclei familiari su richiesta da presentare al Comune di residenza. È concesso dall'ente locale, ma pagato materialmente dall'Inps, a condizione che siano soddisfatti due requisiti: nel nucleo devono essere presenti almeno 3 figli minori e il valore dell'Isee  del nucleo non deve superare una certa soglia, che anche per il corrente anno è fissata a in misura pari a 8.555,99 euro. L'importo dell'assegno mensile per il 2017 resta pari a 141,31 euro; pertanto, su base annua (cioè per 13 mensilità), la prestazione quest'anno varrà 1.837,03 euro. Perché la famiglia possa aver diritto all'intera prestazione è richiesto, inoltre, che il valore Isee, con riferimento ai nuclei familiari composti da 5 componenti, di cui almeno 3 figli minori, non superi l'importo pari alla differenza dell'Isee previsto per il diritto alla prestazione e la misura dell'assegno su base annua: quindi euro 6.718,96.

Assegno di maternità - L'assegno di maternità viene corrisposto alle donne, cittadine italiane, comunitarie o straniere in possesso di carta di soggiorno, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento che non hanno altra tutela di maternità. L'assegno, per tutti gli eventi ricadenti nel corso dell'anno 2017, vale complessivamente 1.694,45 euro, ossia 338,89 euro per cinque mensilità. La prestazione, da richiedere al Comune di residenza entro 6 mesi dall'evento (nascita, l'affidamento o anche l'adozione), spetta in misura intera solo se la richiedente non percepisce altre indennità di maternità obbligatoria. In caso contrario, se cioè già ha diritto a un'altra indennità, può intascare la quota differenziale,  a condizione che il nucleo familiare (con riferimento a quello standard fissato dalla legge in 3 componenti), possegga un Isee non superiore a euro 16.954,95.

Il nuovo riccometro - Dal 1° gennaio 2015 è in vigore la nuova disciplina dello strumento un tempo definito “riccometro”. L’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) valuta la situazione economica dei soggetti richiedenti agevolazioni, per ricevere prestazioni sociali o accedere ai servizi di pubblica assistenza. La formula adottata è la seguente: indicatore della situazione economica (che incamera sostanzialmente il reddito e altre entrate) più  il 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale (che comprende investimenti mobiliari e immobiliari), il tutto diviso per il coefficiente del nucleo familiare (che cambia a seconda della composizione della famiglia). Il nucleo familiare, in questi casi, è la famiglia anagrafica, come risulta dallo stato di famiglia, che può, ad esempio, comprendere persone conviventi ma non coniugate. Il nuovo modo in cui sono calibrate le diverse componenti che concorrono a formare l’Isee, valorizza maggiormente rispetto al passato la componente patrimoniale; il valore degli immobili, ad esempio, è parametrato all’Imu, ma chi ha il mutuo lo può detrarre.

Bloccati gli assegni alle famiglie bisognose

8/3/2017

 
 

Ti potrebbe interessare anche