Pensioni 2017, contribuzione in aumento per gli autonomi

Anno nuovo, contributi nuovi... per i lavoratori autonomi: quanto costerà la pensione per il 2017? 

Leonardo Comegna

Anno nuovo, contributi nuovi, solo per i lavoratori autonomi però. Ma facciamo i conti, assumendo il valore zero come indice di inflazione (provvisorio) che incide sui minimali e tetti vari.

Lavoratori dipendenti. Nulla di nuovo per i dipendenti ai quali già la Finanziaria 2007 aveva disposto un innalzamento dell'aliquota contributiva destinata al fondo pensioni di uno 0,30%.  Per cui, l'aliquota invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs) dovuta all'Inps rimane fissata nel 33%, di cui 23,81 a carico dell'azienda e 9,19 a carico del lavoratore. Nel 2017  la quota a carico del dipendente sale al 10,19% per la fascia  di retribuzione mensile eccedente i 3.844 euro (un dodicesimo di 46.123, tetto pensionistico).

Artigiani e commercianti. Di loro si  è occupata la riforma Monti-Fornero, la quale  prevede  un aumento progressivo dell’aliquota contributiva  nella misura dello 0,45%, a partire dal 2013, sino a raggiungere il 24%  dal 2018.  Tradotto in cifre, ciò significa che nel 2017 gli artigiani dovranno applicare  il 23,55% sul reddito d'impresa  (dichiarato al Fisco) sino a 46.123 euro ed il 24,55% sulla quota di reddito compreso tra 46.124  e 76.872 euro, massimale imponibile per il 2017. Mentre i commercianti, la cui aliquota anche per il 2017 è  maggiorata di uno 0,09%, destinato al fondo per la razionalizzazione della rete commerciale (per favorire la cosiddetta rottamazione negozi), dovranno applicare il 23,64% sul fascia di reddito sino a 46.123 euro ed il 24,64% sulla quota compresa tra 46.123 e 76.872 euro. Nel 2017 il minimale di reddito imponibile ai fini del calcolo rimane pari a 15.548 euro, per cui il contributo minimo (comprensivo della quota di maternità) dovuta dagli artigiani è di  3.662 euro; mentre quella dovuta dai commercianti di 3.676 euro. 

Parasubordinati.  Sale di un punto l’aliquota contributiva dovuta nel 2017 dai parasubordinati, entro il massimale imponibile di 100.324 euro. Retrocede invece al 25%  la quota dovuta dai titolari di partita Iva “graziati” dalla legge di Bilancio.  Ciò detto,  per il 2017 il quadro della contribuzione dovuta alla Gestione Separata Inps si presenta come segue:

* soggetti titolari di partita Iva che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta: l'aliquota  è fissata al 25,72%, completamente a proprio carico (è possibile recuperare in  fattura il 4%);

* soggetti non titolari di partita Iva che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta: l'aliquota  sale al 32,72%, (2/3 a carico del committente e 1/3 a carco del prestatore);

* soggetti assicurati obbligatoriamente (già iscritti ad un fondo previdenziale) e i titolari di pensione diretta: l'aliquota rimane  pari  al 24% (di cui 2/3 a carico del committente).

* associati in  partecipazione: l'aliquota sale al 32,72% (di  cui 55% a carico del committente e 45% a carico dell’associato).

Il massimale di reddito imponibile, per tutte e quattro le categorie di contribuenti è stabilito in  misura pari a 100.324 euro annui (valore provvisorio).

 

Pensioni 2017, così i contributi per gli autonomi

 

4/11/2016 

 

 

 
 
 

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