Legge sulla Concorrenza e pensioni: quali novità?

A distanza di qualche mese dalle novità introdotte dal Ddl Concorrenza, quale il punto sui principali cambiamenti apportati in materia di TFR e previdenza integrativa?

Maria Elisa Scipioni

Il 2 agosto, a due anni e mezzo dalla sua nascita, il ddl Concorrenza ha incassato la fiducia chiesta dal governo nell'Aula del Senato. Il 14.08.2017 sulla Gazzetta Ufficiale n.189 è stata dunque pubblicata la Legge 124/201, meglio nota come “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”. Sebbene passata un po’ in sordina per via delle ferie estive, la legge prevede una serie di significative misure in materia di previdenza integrativa.

Nello specific,  il comma 38 dell’articolo unico della legge apporta delle modifiche sostanziali al D.Lgs. 252/2005 che disciplina le forme pensionistiche complementari. In sintesi, le novità riguardano sia il finanziamento della posizione individuale sia “l’accesso” al montante accumulato:

  • Possibilità di versamento parziale del TFR se previsto dagli accordi;
  • Prestazione pensionistica anticipata in caso di inoccupazione superiore a 24 mesi;
  • Riscatto per perdita dei requisiti per adesioni in forma individuale

Possibilità di versamento parziale del TFR -  Fino a oggi tutti i lavoratori che avevano iniziato a lavorare successivamente al 28.04.1993 (data di istituzione della previdenza complementare) potevano aderire al fondo pensione versando integralmente il TFR maturando. La nuova normativa, invece, prevede la possibilità di aderire al fondo anche versando una percentuale minima di TFR, purché ciò sia espressamente previsto dagli accordi collettivi. Eventualità, quest'ultima, finora riconosciuta esclusivamente ai soli cosiddetti ”vecchi iscritti”, cioè agli iscritti prima del 28.04.1993. In assenza di indicazioni negli accordi, comunque il conferimento del TFR maturando è totale.

Si prenda quindi l'esempio un lavoratore dipendente di un’azienda privata di piccole dimensioni, impiegato da oltre 14 anni con un reddito lordo mensile di 4.000 euro. Alla prima decorrenza utile della pensione pubblica, ossia a 66 anni e 3 mesi quando soddisfa i requisiti per la pensione anticipata nel sistema contributivo, avrà maturato i seguenti importi a seconda che abbia deciso di lasciare il proprio TFR in azienda o investirlo nel Fondo Pensione.

I numeri confermano oltretutto la convenienza a investire il proprio trattamento di fine rapporto al fondo pensione anche in caso parziale (50%) e anche nel caso in cui la linea di investimento scelta sia completamente obbligazionaria, quindi a rendimento più contenuto. Il vantaggio deriva in parte dai rendimenti conseguiti, chiaramente influenzati dall’andamento del mercato finanziario, ma in larga misura dalla differenza di trattamento fiscale. Si ricorda infatti che, sulle rivalutazioni di TFR decorrenti dal primo gennaio 2015, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi del 17%, mentre sui risultati di gestione dei fondi di previdenza integrativa un’aliquota del 20% (la tassazione effettiva dei redditi riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri equiparati è pari al 12,5%). Per quanto riguarda, invece, la tassazione sulle prestazioni, al capitale o alla rendita erogati dal fondo pensione si applica una ritenuta alla fonte a titolo di imposta con aliquota del 15%, ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Mentre alla liquidazione da parte dell’azienda, si applica il regime fiscale ordinario dell’imposte sui redditi IRPEF.

Senza tralasciare poi la possibilità di dedurre dal reddito complessivo i contributi versati nel limite massimo di 5.164.57 euro l’anno.

Va anche considerato il fatto che, in questo modo, si potrebbe agevolare lo sviluppo della previdenza integrativa tra quelle imprese con meno di 50 dipendenti, dove generalmente si riscontra una minore percentuale di adesione, non privandole così integralmente di questa forma di liquidità (il TFR rappresenta un’importante fonte di autofinanziamento).

Prestazione pensionistica anticipata -  A riguardo, la nuova normativa prevede che, se un iscritto al fondo pensione, si trova in uno stato di inoccupazione da più di 24 mesi (in precedenza erano 48 mesi) e si trova a 5 anni di distanza dalla maturazione del diritto alla pensione nel regime obbligatorio di appartenenza, può chiedere integralmente o parzialmente la prestazione maturata nel fondo pensione. Eventualmente il fondo pensione, mediante apposita previsione statutaria o regolamentare può ampliare il periodo di anticipo fino a 10 anni.

L’anticipo può essere richiesto anche sotto forma di rendita temporanea fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di primo pilastro. Inoltre, la prestazione anticipata può essere richiesta sia dal soggetto in stato di inoccupazione superiore a 24 mesi sia dal soggetto colpito da invalidità permanente che comporti riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo.

Riscatto per perdita dei requisiti - La "Legge di Concorrenza" ha esteso la possibilità di riscattare la posizione individuale accumulata in caso di perdita dei requisiti (cambio Ccnl, cessazione lavoro, ecc.) anche agli aderenti di un fondo pensione aperto o un PIP. Il riscatto per perdita requisiti normalmente connesso al cambio o cessazione del rapporto di lavoro era fino a oggi concesso esclusivamente alle adesioni collettive: l'innovazione consiste pertanto nell'estensione di questa forma di riscatto immediato anche alle adesioni in forma individuale. Rispetto al passato, quindi, un soggetto che cambia o perde il lavoro ed è iscritto a un qualsiasi Fondo pensione, può riscattare immediatamente tutta la posizione accumulata.

Con le modifiche apportate dal Decreto, la previdenza complementare assume a tutti gli effetti una funzione di ammortizzatore sociale, oltre a quella originaria di integrazione al reddito pensionistico.

Infine, sempre in tema di previdenza complementare, la Legge sulla concorrenza contiene una precisa previsione normativa relativa all’avvio di un Tavolo di consultazione promosso dal Ministro del lavoro, di concerto con i Ministri dell’economia e dello sviluppo economico allo scopo di:

  • meglio definire i requisiti per l’attività dei fondi, con particolare riguardo ai requisiti di onorabilità e professionalità che devono sussistere in capo ai soggetti responsabili della gestione;
  • promuovere iniziative di aggregazione delle forme pensionistiche complementari per una razionalizzazione che ne aumenti l’efficienza;
  • sollecitare la diffusione della cultura finanziaria e previdenziale.

Maria Elisa Scipioni, Epheso

14/12/2017

 

 
 

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