Pensioni, quasi operativi i decreti Ape

In ritardo sulla tabella di marcia inizialmente prevista, arrivano i decreti Ape: ad annunciarne la firma il premier Paolo Gentiloni

Leonardo Comegna

Arriva il pensionamento anticipato per lavoratori in difficoltà e per i precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha infatti firmato annunciandolo con un “tweet” i due decreti di attuazione della Legge di Bilancio che introducono l'Ape sociale e l'Ape precoci e che consentiranno di beneficiare dell'agevolazione con decorrenza 1° maggio. Si tratta, nel primo caso, del riconoscimento in via sperimentale per talune categorie di lavoratori di un'indennità fino a 1.500 euro lordi sino al raggiungimento dell'età anagrafica richiesta per la pensione di vecchiaia (per l'accesso al beneficio sono richiesti 63 anni di età e 30 anni di contributi, ovvero 36 anni di contributi nel caso di lavoratori occupati in attività gravose). Nel secondo invece è prevista, mediante la riduzione del requisito contributivo, l'anticipazione a regime della pensione per i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni e siano disoccupati, invalidi, impegnati in attività usuranti o gravose oppure beneficiari dei permessi della legge 104 del 1992. Per la concreta operatività non resta altro che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

L’ape sociale - L'Ape sociale o agevolata è il progetto sperimentale (durerà sino alla fine del 2018) che consente il prepensionamento a chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età. Si tratta, in pratica, di un’operazione che coinvolge i soggetti che hanno superato  il requisito contributivo previsto per la pensione di vecchiaia, distanti  non più di tre anni e 7 mesi dal compimento dell’età richiesta per questa prestazione. Due le condizioni stabilite: far valere un minimo di 30 anni di contributi e maturare un trattamento almeno pari a 703 euro (1,4 volte la pensione minima). A differenza dell'Ape cosiddetta volontaria, che prevede un vero e proprio prestito bancario (gravato peraltro da un premio assicurativo), che dovrà essere restituito nell’arco di 20 anni, quello sociale rappresenta un sussidio di accompagnamento alla pensione, entro un tetto di 1.500 euro, interamente a carico dallo Stato, riservato ad alcune categorie. Più precisamente: disoccupati (involontari), che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi;  soggetti che assistano, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;  invalidi civili che presentino una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni, superiore al 74% e  lavoratori dipendenti che, al momento della decorrenza dell'indennità, svolgano da almeno 6 anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e siano in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 36 anni. Le attività professionali di riferimento sono indicate nella tabella riportata più avanti.

Ape precoci - Va anzitutto precisato che si intendono “precoci” coloro che possono far valere hanno almeno 12 mesi di contribuzione (un anno), riferiti a periodi di lavoro effettivo, precedenti il compimento del  19° anno di età.  Pertanto, se il lavoratore risulta disoccupato a seguito della cessazione del rapporto per licenziamento, ed ha esaurito da almeno 3 mesi il supporto fornito dall’Inps, ossia l’indennità di disoccupazione (Naspi), da maggio in poi potrà ottenere la pensione con 41 anni di contribuzione, anziché aspettare i regolari 42 anni e 10 mesi; può anticipare l’uscita dal mondo del lavoro 1 anno e 10 mesi prima (solo 10 mesi prima se donna). Attenzione. La pensione conseguita con l'agevolazione in questione non è cumulabile con redditi da lavoro (subordinato o autonomo), per un periodo di tempo corrispondente all’anticipazione. Ad esempio, un pensionato che esce con 41 anni, non potrà lavorare per un periodo successivo alla pensione di 1 anno e 10 mesi se uomo o 10 mesi se donna.

I tempi - Le domande per l'accesso all'Ape sociale con i requisiti raggiunti entro il 2017 vanno presentate entro il 15 luglio. Chi li raggiunge nel 2018, dovrà fare domanda entro il 31 marzo del prossimo anno.  Nella norma si precisa che "le domande presentate oltre il 15 luglio 2017 e il 31 marzo 2018 e comunque non oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione esclusivamente se all'esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie" (300 milioni per il 2017 e 609 milioni di euro per il 2018). La platea stimata dal Governo è di 34mila soggetti nel 2017 e 43mila nel 2018).

23/5/2017

 
 
 

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