Perché non bisogna temere troppo il tapering della Bce

In un'ottica di medio lungo periodo, come dovrebbero di fatto essere intesi i versamenti nei fondi per la pensione complementare, il tapering da parte della Bce non deve preoccupare più di tanto: ecco perché 

Leo Campagna

Tutto rimandato a ottobre. Nella conferenza stampa post meeting di settembre, Mario Draghi ha annunciato che i dettagli circa il proseguimento del programma di Qe (quantitative easing) della Bce saranno resi noti a ottobre. Gli investitori attendono ora con impazienza il meeting di ottobre per essere rassicurati sulla continuazione del QE nel 2018: il timore è che ci sia un brusco stop degli acquisti dei titoli obbligazionari euro sul mercato, che possa creare scompiglio come l’annuncio del tapering (riduzione degli acquisti di titoli obbligazionari in dollari) da parte della Federal Reserve nel maggio 2013.

Il solo annuncio, allora, provocò un'ondata di vendite sui mercati sia azionari sia obbligazionari con perdite piuttosto pronunciate. Perdite che, inevitabilmente, impattarono pure sui fondi pensione aperti che, in media, persero in un solo mese (giugno 2013) due punti percentuali. Una media frutto di perdite molto più ampie, come quelle registrate dalle linee azionarie (-3,2%), da quelle bilanciate azionarie (-3,2%), e dalle bilanciate tradizionali (-2,4%): leggermente sotto la media di mercato la correzione dei fondi pensione aperti bilanciati obbligazionari (-1,7%) e quella delle linee obbligazionarie (-1,1%), mentre le linee monetarie fermarono la caduta a -0,4%.

Tuttavia, a distanza di quasi quattro anni e mezzo (l’arco temporale intercorso tra maggio 2013 e agosto 2017), i rendimenti dei fondi pensione aperti sono tornati non solo in attivo, ma con ritorni più che soddisfacenti. Infatti, le linee azionarie vantano un rendimento medio del +30,4%, quelle bilanciate azionarie un +27%, quelle bilanciate classiche un +21,9%, e le bilanciate obbligazionarie un +13,8%. Un po’ indietro, ma sempre positivi, i rendimenti medi dei fondi pensione a indirizzo obbligazionario (+8,8%), mentre quelli delle linee monetarie (+1,6%) hanno sofferto l’ambiente dei tassi della zona euro ai minimi storici (e addirittura, in diversi casi, negativi).

Si tratta di risultati che, nel loro insieme, fanno dedurre che, in ottica di medio lungo periodo, come devono essere intesi i versamenti nei fondi per la pensione complementare, il tapering da parte della Bce non deve preoccupare più di tanto.

Leo Campagna 

19/9/2017

 
 
 

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