Sostenibile e alternativo, il percorso del fondo pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo

Negli ultimi anni il fondo pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo ha intrapreso un duplice percorso in materia di investimenti: da un lato, una progressiva implementazione di asset class alternative e, dall'altro, l'adozione di strategie di investimento responsabile. Sviluppi e prospettive dall’ultimo bilancio d'esercizio

Michaela Camilleri

Il Fondo Pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, con un attivo netto destinato alle prestazioni che nel 2019 ha raggiunto i 6,87 miliardi di euro (+8,10% rispetto al 2018), si mantiene al secondo posto della classifica per patrimonio dei fondi pensione preesistenti (preceduto solo da Previndai) censiti nel database relazionale Itinerari Previdenziali. Posizione che si conferma anche per numero di iscritti che, con riferimento allo scorso anno, sono risultati pari a 74.994 con un incremento dello 0,76% rispetto ai 74.429 di quello precedente; l’incremento delle adesioni è risultato più contenuto in quanto nel 2018 erano intervenuti importanti trasferimenti collettivi e nuove adesioni da personale in servizio presso altri Enti che avevano fatto registrare un +14,7%.

Figura 1 – Iscritti e ANDP del Fondo Pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo negli anni 2016, 2017, 2018 e 2019

Fonte: Report sugli Investitori istituzionali italiani a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali

Dalla lettura del bilancio d’esercizio 2019 del fondo del gruppo bancario si rileva come sia proseguito anche per l’anno appena trascorso il duplice percorso in materia di investimenti: da un lato, l’adozione di strategie di investimento responsabile e, dall’altro, una progressiva implementazione di asset class alternative che abbiano ricadute positive sull’economia reale italiana

Con riferimento alla sostenibilità, nel corso dell’ultimo anno infatti il fondo, oltre ad aver rafforzato i rapporti con i rappresentanti europei dei Principles for Responsible Investment (PRI) promossi dalle Nazioni Unite, il Fondo ha aderito all’iniziativa CLIMATE ACTION 100+ che coinvolge oltre 370 investitori per 35mila miliardi di dollari di masse gestite con l’obiettivo di sensibilizzare le imprese sui temi ambientali. Coerentemente con questa impostazione, il Fondo ha anche attivato un comparto azionario specifico “Futuro Sostenibile”, caratterizzato dal rispetto dei criteri ESG e focalizzato sulla tematica del cambiamento climatico. Il comparto, attivo dall'1 marzo 2020, prevede una gestione diretta, tramite l’investimento in quattro fondi UCITS con asset allocation in Euro Corporate Bond e azioni Area Euro e globali.

In merito agli investimenti alternativi e in economia reale, nel 2019 il Consiglio di Amministrazione del fondo ha deliberato un investimento di 40 milioni di euro complessivi in strumenti di private debt orientati verso il direct lending, con la sottoscrizione di quote del fondo Permira Credit Solution IV, e i senior secured loans, con la sottoscrizione del fondo Barings European Loan Fund. I fondi individuati ampliano così il portafoglio in gestione diretta, che al 31/12/2019, registra un valore di oltre 240 milioni, di cui circa il 58% investito nell’economia reale italiana.

Tabella 1 – Gli investimenti diretti del Fondo Pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo

                            Tabella 1 – Gli investimenti diretti del Fondo Pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo

Fonte: elaborazioni Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali su dati di bilancio

Il fondo rappresenta allora un esempio al passo con gli obiettivi definiti dalla comunità internazionale in materia di sostenibilità e con le esigenze del Paese in materia di sostegno all’economia reale. Come emerso dalle sessioni di confronto del Tavolo di Lavoro sull’investimento in economia reale, organizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali in collaborazione con Borsa Italiana, per sviluppare appieno progetti in tema di investimenti responsabili e nell’economia italiana, occorre intraprendere percorsi condivisi che consentano di raggiugere la massa critica necessaria affinché l’idea di investimento si tramuti in una soluzione concreta realmente incisiva.

Traendo spunto dalle parole che si leggono nella relazione sulla gestione allegata al bilancio del fondo del Gruppo Intesa Sanpaolo, “una soluzione può essere quella di farsi promotori di iniziative in network con altri fondi pensione: si tratta di mettere in comune esperienze e capacità di intervento tali da rendere effettive le politiche di cambiamento che si intendono promuovere, per un miglioramento su larga scala della situazione economica e sociale, nel rispetto della funzione essenziale della previdenza complementare, che è e deve sempre essere la difesa e la promozione del risparmio previdenziale”.

L’analisi aggregata delle politiche d’investimento sostenibile e degli investimenti in economia reale italiana realizzati non solo dai fondi preesistenti, ma anche da fondi negoziali, dalle Casse di Previdenza e dalle Fondazioni di origine Bancaria, sarà disponibile nella settima edizione del Report “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2019” che sarà presentato i prossimi 8 e 9 settembre.

Michaela Camilleri, Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali 

24/8/2020 

 
 
 

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