Temi

Il sistema pensionistico italiano è in buona salute, ma incombe Quota 100

Alberto Brambilla e Michaela Camilleri

Dalle anticipazioni del Settimo Rapporto curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali emergono indicazioni incoraggianti per la tenuta di un sistema pensionistico a ripartizione come quello italiano: il rapporto attivi/pensionati si è portato nel 2018  a 1,4505, miglior risultato da più di vent'anni. Ancora da valutare però l'impatto di Quota 100... 

Occupazione: stagnazione e primi segni di decrescita

Claudio Negro

Gli ultimi dati sul mercato del lavoro diffusi da Istat sono stati accolti con toni piuttosto positivi da gran parte dei media ma, a una lettura attenta, non possono sfuggire segnali piuttosto preoccupanti, come il calo delle ore complessive lavorate nell'economia italiana 
 

Aumenta la distanza tra i politici e l'economia reale

Alberto Brambilla e Michaela Camilleri

Quadro demografico, produttività piatta e scarse prospettive di crescita economica influenzano negativamente i giudizi degli organismi internazionali nei confronti dell'Italia: le strade da percorrere per virare verso un moderato ottimismo non mancano, a patto però di non cadere nell'errore di fare ulteriore debito 

Pensioni, il futuro non è scritto ma servono lavoro, produttività e crescita

Mara Guarino

Presentato al CNEL l'ultimo Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali: demografia, occupazione, produttività e crescita economica le variabili su cui agire per garantire all'Italia, e al suo sistema pensionistico, uno sviluppo alternativo agli scenari più pessimistici paventati dagli organismi internazionali

Demografia, occupazione, crescita e pensioni: il futuro è già scritto?

Michaela Camilleri

Non sono mancati gli allarmi sui conti pubblici e soprattutto sul sistema pensionistico da parte degli organismi comunitari e internazionali, che nelle proiezioni di medio lungo termine riguardanti il nostro Paese hanno più volte paventato situazioni insostenibili. Se i richiami sono comprensibili per alcune questioni di grande rilievo, come l'eccessivo debito pubblico o una spesa assistenziale fuori controllo, lo stesso livello di preoccupazione per la spesa per pensioni non è forse altrettanto giustificabile 
 

La follia di escludere i senior

Alberto Brambilla

Nessun Paese al mondo rinuncia all'esperienza di persone di 60-65 anni di età: non consentire il cumulo di lavoro e pensione non favorisce né l'occupazione né tantomeno l'invecchiamento attivo, rischiando oltretutto di vanificare le uscite anticipate