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La brutta sentenza della Corte Costituzionale

Alberto Brambilla

Con la sentenza annunciata lo scorso 22 ottobre, la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimi sia il "raffreddamento delle perequazione" sia il "contributo di solidarietà" a carico delle cosiddette pensioni d'oro: possibile che l'unica censura non riguardi la sostanza del provvedimento ma solo la sua durata? ll commento di Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali

I perseguitati dalla politica: la dittatura della maggioranza

Alberto Brambilla

Mentre gli assegni previdenziali più sostanziosi sono nel mirino di tagli e ricalcoli e non mancano proposte di riduzione delle detrazioni fiscali per i redditi più alti, i dati svelano che l'1% dei contribuenti paga il 20% di tutta l'IRPEF: cosa ne sarebbe allora del Paese e delle casse pubbliche se i veri oppressi dal fisco italiano decidessero di "scioperare" contro una classe politica che ai fatti preferisce luoghi comuni e slogan elettorali?

Pensioni d’oro, un taglio tira l’altro

Giovanni Gazzoli e Mara Guarino

Oltre al danno del taglio tout court, la beffa dell’indicizzazione monstre: i pensionati che ricevono le prestazioni più alte, col Governo Conte, subiscono un danno molto ingente
 

Pensioni d’oro, quanto si perde con il ricalcolo

Michaela Camilleri

La proposta sulle cosiddette “pensioni d’oro” depositata alla Camera fissa a 4.500 euro netti al mese (o 90.000 euro lordi annui) la soglia oltre la quale operare il ricalcolo degli assegni. A quanto ammonterebbero i tagli se venisse confermata questa ipotesi? Alcuni esempi di calcolo elaborati dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali