Assemblea annuale Ania 2016: l’esigenza di una sanità integrativa

Più che di previdenza integrativa, abbiamo bisogno di sanità integrativa. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dall’Ania in occasione dell'assemblea annuale 2016...

Leonardo Comegna

Più che di previdenza integrativa, abbiamo bisogno di sanità integrativa. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dall’ Ania (l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), in occasione dell’assemblea annuale 2016. L’invecchiamento della popolazione è un trend che si riscontra ormai da decenni in tutti i paesi a economia avanzata. Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni più aggiornate evidenziano che il cosiddetto indice di dipendenza degli anziani (dato dal rapporto fra il numero di persone di età uguale o superiore a 65 anni e quelle di età compresa fra i 15 e 64 anni) raddoppierà nel giro di 50 anni, arrivando a circa il 60% nel 2060.

L’aumento dell’aspettativa di vita pone come conseguenza la maggior difficoltà da parte delle famiglie a svolgere quella funzione di “rete di sicurezza” che è resa possibile dai più forti legami che si instaurano all’interno dei nuclei tradizionali.

Aumentano quindi i rischi di non disporre di risorse sufficienti per garantire un tenore di vita adeguato. Già oggi, secondo una recente ricerca del Censis (si legga ilPunto del 10 giugno scorso), la spesa privata per la salute ha superato i 34 miliardi, quasi 1.400 euro a famiglia. Soprattutto 11 milioni di italiani, due in più rispetto a tre anni fa, hanno dovuto rinviare o rinunciare alle cure. Senza un disegno complessivo di riforma del sistema sanitario che individui le priorità e le maggiori necessità, tali situazioni sono destinate a diventare sempre più comuni.

Sul terreno della sanità e dell’assistenza, vi è la necessità di promuovere nel nostro Paese un framework (una intelaiatura) analogo a quello della previdenza, con il ruolo centrale attribuito alle prestazioni pubbliche e un ruolo complementare affidato agli operatori privati, in linea con scelte già compiute in altri Paesi europei. In altre parole, bisogna definire un sistema che integri operatori pubblici e privati, in un quadro unitario di regole a tutela degli assistiti, utilizzando lo strumento della compartecipazione alla spesa e quello della fiscalità per garantire equità e finalizzazione delle risorse a vantaggio della protezione delle famiglie. Un ruolo importante per tali bisogni, può essere svolto dal welfare aziendale che, pertanto, deve essere incentivato nella contrattazione bilaterale.

Insomma, la sanità integrativa è oramai un'esigenza per tutti gli italiani e non può più essere considerata un benefit per i soli lavoratori dipendenti o un lusso per i più abbienti.

 

07/07/2016

 

 

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