OCSE: in Italia buona qualità, ma spesa sanitaria sotto la media

Nel suo Rapporto Health at a Glance 2015 l’Ocse ha confermato l’ottima qualità dell’assistenza sanitaria in Italia nonostante il fatto che, dal 2011, spesa sanitaria italiana sia in costante calo. Dai dati emerge un altro problema: l’assistenza “post pensione”. Italia, ancora una volta, Paese dei paradossi: qui da noi si vive...

Alberto Nalin - @albertonalin

Nel suo Rapporto Health at a Glance 2015 l’Ocse ha confermato l’ottima qualità dell’assistenza sanitaria in Italia nonostante il fatto che, dal 2011, spesa sanitaria italiana sia in costante calo. Dai dati emerge un altro problema: l’assistenza “post pensione”.

Italia, ancora una volta, Paese dei paradossi: qui da noi si vive più a lungo, ma la spesa sanitaria (pubblica e privata) scende e l’assistenza agli anziani è insufficiente… che fare, allora? Partiamo dai dati.

LA SPESA SANITARIA: I DATI

L’Italia è al quarto posto nei Paesi Ocse per aspettativa di vita alla nascita con 82,8 anni, prima di noi la Svizzera con 82,9, la Spagna con 83,2 e il Giappone con 83,4 anni.

Nonostante questo, la spesa sanitaria italiana (pubblica e privata), anche nel 2013, resta rimane al di sotto della media Ocse, con un valore pro capite pari a 3.077 dollari, contro i 3.453 dollari di media.

Nel rapporto spesa sanitaria/PIL, l’Italia è al 18° posto sui 34 Paesi, con l’8,8% (media Ocse 8,9%). Ai primi posti svettano gli Stati Uniti con il 16,4% seguiti da Olanda e Svizzera (11,1%), all’ultimo la Turchia con il 5,1%.

L’Ocse ha però evidenziato anche come la spesa sanitaria pro-capite in Italia rimanga inferiore ai livelli precedenti la crisi economica, e ampiamente al di sotto della spesa di alti Paesi OCSE ad alto reddito. In particolare, «la spesa sanitaria pro capite in Italia è diminuita del 3,5% in termini reali nel 2013, il terzo anno consecutivo che vede una restrizione della spesa, e dati preliminari per il 2014 indicano un’ulteriore riduzione dello 0,4%.».

Il dato positivo è la qualità dell’assistenza sanitaria offerta dall’Italia. Gli indicatori di qualità dell'assistenza primaria e ospedaliera in Italia rimangono al di sopra della media OCSE in molte aree nonostante i livelli di spesa sanitaria inferiori ad altri paesi OCSE ad alto reddito.

Tra le note dolenti, legate alla scarsa prevenzione, il primato di sovrappeso e obesità infantile (tra i più alti al mondo) e un peggioramento degli stili di vita tra i giovani, che consumano più alcol e tabacco.

L’ASSISTENZA AGLI ANZIANI

Nel Rapporto troviamo anche dati interessanti nell’ambito pensionistico. L’aspettativa di vita a 65 anni, infatti, è tra le più alte ed è aumentata nel corso del tempo. Tuttavia, gli indicatori di salute all’età di 65 anni sono peggiori di quelli in altri paesi OCSE e l’aspettativa di vita in buona salute all’età di 65 anni in Italia è tra le più basse nei paesi OCSE.

Al contempo, anche l’offerta di assistenza di lungo termine agli anziani è inferiore rispetto alla maggior parte dei paesi OCSE.

I dati OCSE che fanno emergere, ancora una volta, la necessità di costruire un’offerta di welfare più adatta alla situazione attuale del nostro Paese, che preveda sinergie tra previdenza e sanità integrativa con il relativo miglioramento dell’offerta per i lavoratori di oggi e i pensionati di domani.

Coperture long term care, possibilità di maggiore flessibilità nell’accesso alla prestazioni del fondo pensione in prossimità del pensionamento, maggiore alfabetizzazione previdenziale, per fare qualche esempio.

Sono temi già visti e rivisti, c’è da augurarsi che, dalla teoria, si arrivi alla pratica. Per il bene di tutti, per il bene del nostro Paese.

 

23/11/2015

 

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