Stress e alimentazione, l’importanza di una dieta equilibrata

Dieta non vuol dire solo regime ipocalorico ma adottare un vero e proprio regime di vita: vi spieghiamo perché è importante un’alimentazione di qualità, per ridurre lo stress (anche sul lavoro).

Salvatore Ercolano - @Nutriercol

Con il termine dieta s'intendono molto spesso i regimi dimagranti o ipocalorici, mentre la parola dieta ha un significato molto più ampio, di vero e proprio modo di vivere, di scelta di vita. In particolare, dieta significa “regime di vita" e non necessariamente restrizione nell'assunzione dei cibi, per raggiungere l'obiettivo bisogna puntare soprattutto sulla qualità dell'alimentazione e poco sulla quantità.

Questo perché studi scientifici hanno dimostrato che diete drastiche, ipocaloriche, chetogeniche e iperproteiche (che simulano una condizione di digiuno biochimico) comportano l'innesco contemporaneo dei meccanismi controregolatori, i quali determinano, al momento dell'introduzione di un quantitativo superiore di cibo con la rialimentazione - poiché prima o poi si tornerà a mangiare pane, pasta o pizza - il recupero del grasso come riserva nel tessuto adiposo in modo che l'individuo possa tornare al suo peso iniziale o persino aumentarlo.

Inoltre diete drastiche e ipocaloriche possono causare ipoglicemia, ovvero bassi livelli di glucosio nel sangue, che stimolano a livello della ghiandola surrenale il rilascio di cortisolo, noto come ormone dello stress. Si tratta di un ormone che inibisce l'azione dell' insulina per aumento di glucagone a livello ematico che, a sua volta, promuove l'aumento di glicemia. Questo genera una maggiore ricerca per cibi piacevoli con conseguente aumento di grasso addominale: si tratta di un meccanismo noto come alimentazione emotiva e che consiste nel mangiare anche in assenza di stimolo della fame.

Lo stress, inoltre, stimola le terminazioni nervose del tessuto adiposo a rilasciare il  Neuropeptide Y (NPY) che stimola la cellula ad accumulare grasso. Come prevenire o rompere questo meccanismo che porta all’aumento di peso?

  • Non saltare la prima colazione
  • Ripartire l’alimentazione in 5-6 pasti, in modo da mantenere costante i livelli di glicemia e impedire l'ipoglicemia che è la causa di rilascio di cortisolo
  • Assumere carboidrati complessi (pasta, riso, pane, orzo, farro, quinoa, grano saraceno, etc.) in maniera equilibrata per favorire l'assorbimento lento del glucosio limitando sia la ipoglicemia sia i picchi insulinemici
  • Assumere carboidrati dopo un allenamento intenso. Un allenamento intenso porta a un calo di glucosio ematico

Evitare diete drastiche, ipocaloriche, iperproteiche o che simulino una condizione di digiuno. Queste portano infatti a una diminuzione di massa metabolicamente attiva, ipoglicemia e conseguente stress.
 

29/09/2016

 
 
 

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