La valutazione degli investimenti alternativi

Gli investimenti alternativi rappresentano, ancor di più nell'attuale contesto finanziario, un fenomeno in costante sviluppo e una strategia indispensabile per creare valore: data la specificità del mercato, come scegliere le iniziative verso cui orientare il proprio interesse? L'esperienza di Banco BPM

Antonio Mignone

Gli investimenti alternativi sono strumenti finanziari strettamente correlati all’economia reale. Rappresentano un’importante opportunità d’investimento per: rendimenti premianti in un contesto di tassi d’interesse bassi, redditività più stabile e prevedibile nel medio-lungo periodo, decorrelazione dai mercati finanziari e valida diversificazione del patrimonio con ottimizzazione del profilo rischio/rendimento.

Differiscono da quelli tradizionali per la loro natura “illiquida” (mercato non quotato/private capital) da cui discende la complessità nella ricerca, valutazione e selezione degli strumenti, l’orizzonte temporale di lungo termine (patient capital), la modalità di gestione e monitoraggio dell’investimento. 

I principali strumenti d’investimento nell’economia reale sono rappresentati da:

  • private equity (che include il venture capital), investimento a medio-lungo termine nel capitale di rischio di un’impresa non quotata, con l’obiettivo di creare valore attraverso la crescita per linee  interne e/o esterne;
     
  • private debt (Direct Lending/Minibond), asset a supporto di progetti di crescita delle aziende, con tipologie di strumenti di debito emessi da società non quotate, generalmente di medie dimensioni, con business solidi e flussi di cassa elevati e cadenzati nel tempo.

Altre tipologie di investimento rientranti nel private capital, in senso ampio, sono rappresentate da infrastrutture e real estate, in grado di generare reddito costante nel tempo.

Figura 1 - Gli investimenti in economia reale: strumenti, ambiti e modalità

Figura 1 - Gli investimenti in economia reale: strumenti, ambiti e modalità

Fonte: AIFI

Negli ultimi anni, a seguito di contesti geopolitici difficili, tensioni globali crescenti, mercati azionari sempre più volatili e tassi d’interesse ai minimi storici, l’integrazione tra economia reale e finanziaria si è progressivamente rafforzata. Gli investimenti alternativi rappresentano, nell’attuale contesto finanziario, un fenomeno in costante sviluppo e si configurano come strategia indispensabile per creare valore. Pur restando un mercato di nicchia rispetto all’asset management tradizionale, gli strumenti alternativi sono una realtà in continua crescita sia per numero di iniziative che per asset gestiti e le prospettive future confermano questo trend.   

Figura 2 - FIA, gli asset in gestione

Fonte: Preqin

Tali strumenti rappresentano un valido schema per investire nell’economia reale e consentono l’allineamento degli interessi tra investitori, gestori dei fondi e imprenditori/manager delle aziende target.

Data la specificità del mercato degli alternativi, la scelta di un’iniziativa passa necessariamente da un’attenta selezione e analisi quali-quantitativa. 

 

L’esperienza di Banco BPM

Banco BPM ha scelto di destinare una parte del portafoglio di proprietà ai fondi di investimento alternativi, strutturandosi con un team di 9 risorse, specializzato per la gestione dell’attività. Si tratta di un gruppo di professionisti operativo da più di 6 anni, coeso e ampliatosi organicamente nel corso del tempo, con un mix complementare di expertise (private equity diretto, finanza, audit e compliance e advisory in ambito strategico, industriale, finanziario e legale).

La decisione di investire in asset alternativi in maniera sistematica e organizzata mira a ottimizzare il profilo rischio/rendimento del portafoglio, orientandosi prevalentemente al sostegno dell’economia reale italiana, espressione di un indirizzo strategico che privilegia l’ecosistema domestico come ambito di sostegno finanziario della banca. Nel corso del tempo è stata sviluppata una metodologia proprietaria nell’analisi dei fondi di investimento alternativi  (“FIA”), che si basa su criteri di valutazione quali-quantitativa e che consente di avere una visione approfondita nell’attività di analisi e selezione, con l’intento di minimizzare i rischi tipici degli investimenti alternativi.

Durante il 2020 il team ha analizzato 180 opportunità, investendo in 15 iniziative italiane e paneuropee. Al 31 dicembre 2020 il portafoglio di proprietà presenta un commitment di circa 750 milioni/euro, ripartiti tra circa 70 fondi di private equity, private debt, venture capital, infrastrutture e real estate.

L’ampia capacità del team di originare iniziative deriva dalla conoscenza del mercato, dalle relazioni consolidate con le principali management company e con advisor internazionali di primario standing e dal network del Gruppo. L’approccio strutturato alla selezione degli asset, nell’ambito di un’asset allocation diversificata, è stato un fattore determinante nel conseguimento di performance storiche positive, che si sono mantenute anche nell’attuale contesto globale.

È risultata di fondamentale importanza anche la scelta di investire in maniera sistematica in questa tipologia di asset, modus operandi che consente di ottenere una maggiore protezione durante le fasi di recessione economica che possono incorrere durante il ciclo di vita di un FIA. La diversificazione di timing permette infatti di focalizzarsi sui risultati di periodo medio-lungo, mitigando gli impattati di breve periodo sul portafoglio.

Antonio Mignone, Responsabile Investimenti Alternativi Banco BPM

4/2/2021

 
 
 

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