PIP, l’esuberante recupero di gennaio e le prudenti prospettive per l’intero anno

Nel mese di gennaio i PIP sono finalmente tornati a registrare performance robuste: la ripresa non è tale da riportare in attivo i risultati degli ultimi 12 mesi, ma consente agli investitori di guardare ai prossimi mesi con minore apprensione

Leo Campagna

Come anticipato nell’articolo "Fondi pensione negoziali, un trimestre da stress test" nel mese di gennaio i principali indici azionari (MSCI world in euro : +7,3%) e obbligazionari (indice JPMorgan dei titoli di stato internazionali: 0,9%) hanno messo a segno un consistente recupero dai minimi di dicembre. I dati ufficiali dei nav dei PIP delle unit linked censite nel database di Itinerari Previdenziali hanno confermato le aspettative evidenziando una buona performance mensile.

In media, le unit linked collegate ai PIP hanno registrato una perfomance del +3,9%, con ben 9 linee in grado i superare la soglia dei sei punti percentuali di apprezzamento. In particolare AXA Previdenza Euro Small Cap del PIP Mia pensione di AXA ha realizzato un +9,4% nel mese di gennaio, Mediolanum Challenge Provident 1 del PIP Tax Benefit New di Mediolanum Vita un +8,6%, AXA Previdenza Megatrend del PIP Mia pensione di AXA un +7,6%, PV Value del PIP Pensione Sicura di Vera Vita un +7,4%, PreviGlobale del PIP UnipolSai Previdenza Futuro di Unipol-Sai un +7,1%, ZLAP Pension Azione Globale del PIP ZLAP Programma Pensione di Zurich Investments Life un +6,9%, Previdenza Aggressivo del PIP AXA Previdenza Attiva di AXA MPS Vita un +6,4%, LVA Az. Previdenza del PIP Pensionline di Genertellife un +6,1%,  e LVA Din. Previdenza del PIP BG_Previdenza Attiva di Genertellife un +6,1%.

Certo, per quanto robuste, le performance di gennaio non sono riuscite a riportare in attivo quelle degli ultimi 12 mesi  - che, in media, si attestano a un -6,2%  - ma consentono di guardare con un po’ meno apprensione i prossimi mesi.

A questo proposito, tuttavia, prevale la cautela tra gli investitori professionali al punto che nei prossimi mesi ci sono quasi le stesse probabilità che sui mercati si materializzi o un trend rialzista oppure uno ribassista. Il punto discriminante, adesso che le banche centrali hanno adottato un approccio più conciliante, è capire fino a che punto si spingerà il rallentamento dell’economia a livello globale e che tipo di implicazioni eserciterà sugli utili aziendali. Ma, se i timori si rivelassero eccessivi, le basse valutazioni raggiunte dai mercati finanziari (anche dopo il recupero dei prezzi registrato a gennaio 2019) potrebbero creare interessanti opportunità di investimento azionario.

Leo Campagna 

28/2/2019

 
 

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